La delusione del giorno
La nuova collezione di Chiara Ferragni Brand
Partirei da una premessa: io sto con Chiara Ferragni.
Nel senso che mi è sembrato esagerato tutto quello che le è capitato. Io ci credo all’errore di comunicazione e al fatto che sia stata mal consigliata. Ma non è di questo argomento che voglio parlare.
Aspettavo la nuova collezione Chiara Ferragni Brand dopo che, per un mesetto, l’account IG era stato ripulito di qualsivoglia post. E poi, qualche giorno fa, la Chiarona nazionale ha cominciato a fare degli spoiler per il lancio della nuova collezione.
Lo ammetto, ero curiosa ma anche un po’ dubbiosa: la collaborazione con “Rivoluzione romantica”, un brand che crea abbigliamento di stile moderno con articoli personalizzati da frasette “meme”, mi puzzava un pochino. E anche il logo della collezione, un cuore spezzato, mi lasciava perplessa.
Pensavo che Chiara volesse rilanciare la sua immagine con una nuova collezione dedicata alle donne, quelle donne che non l’hanno abbandonata in tutto questo periodo di rinascita e hanno continuato a supportarla. Quelle donne che spenderebbero qualche soldino in più anche solo per empatia nei suoi confronti.
E invece no: la collezione è un coacervo di indumenti e accessori che solo una liceale indosserebbe o, ancora peggio, una donna matura con la voglia di apparire anticonformista e moderna.
Le frasi che decorano felpe e cappellini sono al limite dell’imbarazzante: World’s best sottona, Club illusi per sempre, Non spaccarmi il cuore…
OK Chiara, io capisco che il leitmotiv della collezione sia (riporto dal post IG di Chiara):
“Illusi cronici. Collezionisti di drammi. Sottoni professionisti.
Perché l’amore ci prende in giro, ci spezza, ci fa piangere sotto le coperte… eppure continuiamo a inseguirlo come se fosse il nuovo drop del secolo.
Questa collezione è per chi sa che innamorarsi è la vera rivoluzione: dolorosa, ironica, irresistibile.
E noi ci entriamo sempre a testa alta, perché è l’unica rivoluzione in cui vale la pena credere.
Ogni riferimento a persone realmente esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.”
Ma non ti sembra un argomento un po’ datato?
Va bene, mettiamo anche il caso che abbia voluto cambiare target – niente più “giovani imprenditrici di successo” e largo ai giovanissimi – ma i capi sono oggettivamente banali. Felpe e maglie informi stampate con grafiche anni Ottanta (vi ricordate quelle di Fiorucci?) e quelle frasi così stridenti con la realtà del momento.
Che vuol dire la migliore sottona del mondo? Sì, forse lo sono stata anche io, ma quando avevo 16 anni. E in quel periodo facevo parte anche del “Club illuse per sempre”, ma poi sono cresciuta! L’amore è una cosa un po’ più seria di un “non spaccarmi il cuore”. E oggi come oggi lo sanno anche le sedicenni!
Sicuramente non si sentono ridicole le sue follower più accanite, che hanno mandato sold out parecchi articoli e che, sotto i suoi post pubblicitari su IG, commentano entusiaste per la “meravigliosa” nuova collezione. Non solo: se qualcuno si permette di dire che “forse, magari, beh insomma, non è un granché”, si becca anche una risposta sprezzante e antipatica dalle seguaci più agguerrite, pronte a difendere l’onore della bionda icona.
Ma anche meno, eh!
Aggiungo anche che, nel mio mondo parallelo, dove Chiara Ferragni creava una collezione splendida per donne mature ma moderne, le taglie non si limitavano alla S/M e L/XL, ma sarebbero state inclusive pensando anche a chi ha una XS o una XXL (se non di più).
Invece, nel mondo reale, i capi di Chiara Ferragni Brand rimangono un lusso solo per chi ha un corpo conforme agli standard di oggi. Non un centimetro di stoffa in più deve andare sprecato per vestire una donna con qualche curva di troppo.
L’unica cosa che approvo sono i prezzi: altini, per carità, ma in linea con i due brand che hanno creato la collezione. Si va dai 25 euro del portachiavi ai 99 della felpa. Direi prezzi in linea con quelli dei maggiori brand di quel genere di abbigliamento.
E no, non sto parlando di Shein o Zara. I commenti tipo “da Shein ne compro 4 con quei soldi” non sono accettati neanche da me.
E questo è tutto. Concludo dicendo che, sul sito – che è stato anche cambiato nella grafica e nei colori – per fortuna ci sono ancora tutti i “vecchi” articoli, sia di abbigliamento che di make-up.
Io per stavolta passo: spero in una prossima collezione che parli alle donne come me… non intendo vecchie, intendo donne che amano la moda che unisce eleganza e praticità, cogliendo spunti di sobria originalità.
Fatemi sapere cosa ne pensate di questa nuova collezione e soprattutto ditemi se sono stata troppo cattiva.


